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Museo nazionale e parco archeologico di Luni

Ortonovo

Il museo

Museo archeologico nazionale e zona archeologica di Luni
La colonia romana di Luna venne fondata nel 177 a.C. nel territorio dei Liguri Apuani, lungo la sponda occidentale dell'ampio bacino di un porto oggi interrato. Numerose campagne di scavo hanno riportato in luce gran parte dell'area pubblica centrale, degli edifici di culto e di ricche domus. La città, che deve la sua fama allo sfruttamento delle vicine cave di marmo di Carrara, continua a vivere fino al 1204 come sede episcopale.LA VISITAIl Museo archeologico nazionale di Luni conserva i resti della storia, lunga 1400 anni, della colonia romana di Luna. Per scoprire com’era l’antica città di Luna, suggeriamo di iniziare visitando il Museo presso il Casale Gropallo, con la sezione dedicata alle sculture in marmo al piano terra e la narrazione delle vicende della città dalla fondazione all'abbandono al piano superiore. Passando a fianco del Casale è possibile osservare un enorme rocchio di colonna in marmo, recuperato sul fondo di una baia a Lerici. Proseguendo lungo la strada si raggiunge l’area del Foro, vero e proprio cuore pulsante dell’antica città. La colonia romana di Luna aveva una pianta rettangolare - con una rientranza sul lato breve rivolto verso il mare - e si estendeva su circa 24 ettari.Originariamente era circondata da mura (i cui resti non sono più visibili) ed era organizzata secondo il tipico impianto romano, formato da strade che intrecciano in modo perpendicolare. Dalla strada moderna, che si trova circa 2 metri più in alto del livello romano, si possono vedere i resti dell’area pubblica centrale, di uno degli assi viari principali e di alcuni edifici pubblici. Luna era una città ricca e scintillante di marmo: dopo il suo abbandono fu depredata nei secoli dei preziosi materiali, poi riutilizzati in altri centri abitati del territorio. Lungo la strada è possibile osservare gli scavi della Domus dei mosaici. L’abitazione è stata indagata solo in parte, ma è nota per i pavimenti a mosaico, realizzati in prevalenza nel IV secolo. Gli scavi archeologici a Luni hanno riportato alla luce i resti di lussuose residenze private. Nell’area archeologica potrete inoltre visitare l'area della Domus degli affreschi, dimora decorata da raffinati intonaci dipinti e tre giardini. È possibile vedere i reperti venuti alla luce nelle antiche dimore lunensi nella sezione dedicata all’edilizia privata, allestita nel Casale Caleo. Proseguendo oltre il Casale Caleo è possibile raggiungere e visitare l’Anfiteatro, collocato nella zona esterna alle mura.Lungo il percorso, con una breve deviazione si può osservare anche un Mausoleo, una sepoltura monumentale che costituisce la testimonianza meglio conservata delle necropoli lunensi. L’Anfiteatro, destinato a ospitare spettacoli e giochi gladiatori, poteva accogliere un pubblico di 7.000 persone provenienti da tutto il territorio. L’edificio è il meglio conservato tra quelli dell’antica città: ci colpisce ancora oggi per la sua pianta a ellisse. Dalle indagini archeologiche sappiamo che il suo aspetto doveva certamente essere maestoso per la presenza dei piani superiori, oggi perduti, e l’utilizzo di materiali di pregio. Dall’Anfiteatro, tornando indietro e girando a destra, si può raggiungere il Teatro, realizzato nell’angolo nord-est della città, che era dotato di copertura e destinato alle letture e alle esecuzioni musicali. Si raggiunge quindi l’area del Tempio della dea Luna, edificio sacro dedicato alla dea che dava il nome alla città. Tornando indietro si può quindi scendere nell’area del Foro dove è subito visibile, sulla destra, l’area delle Tabernae. La zona è stata scavata solo in parte e ha restituito i resti di otto spazi commerciali. In questo punto si può osservare anche la viabilità principale. Il Decumano massimo era la principale strada che attraversava tutta la città da est a ovest: camminando sui grandi elementi di pietra, immaginiamo il continuo passaggio dei carri: sono ancora visibili due basi in marmo che avevano lo scopo di ridurre l’ampiezza della carreggiata. Perpendicolare al Decumano, troviamo il Cardine massimo, che nel tratto meridionale, il solo esplorato fino ad ora, era riservato al transito pedonale ed era fiancheggiato da marciapiedi porticati. Al di sotto della strada scorreva la cloaca maxima, cioè la canalizzazione che raccoglieva gli scarichi, oggi in parte visibile.L’abbondanza del marmo a Luni è documentata da un muro tardoantico costruito con statue e sculture romane, visibile nell’area a Nord della Basilica. Si tratta di un esempio di riutilizzo del prezioso materiale nella costruzione di una vicina domus. Nell’area a sud del Foro è stata individuata un’area porticata abbellita da fontane e statue. INDICAZIONIIl percorso suggerito è indicativo: all'ingresso è possibile muoversi anche con itinerari diversi. All’ingresso è possibile ritirare una mappa della zona archeologica dove sono segnati anche i percorsi senza barriere architettoniche. Nell’area archeologica sono presenti pannelli descrittivi; è possibile ascoltare sul proprio cellulare un'audioguida gratuita. Per la visita suggeriamo di indossare calzature comode e un cappello per proteggersi dal sole.Per visitare il Museo e il Parco archeologico è consigliata la prenotazione per i gruppi inviando una richiesta via email mn-lig@pec.cultura.gov.it INGRESSO GRATUITO la prima domenica di ogni meseINGRESSO GRATUITO la prima domenica di ogni mese

Nel sito archeologico di Luni si possono visitare le vestigia dell’antica colonia romana di Portus Lunae, fondata nel 177 a.C. alla foce del fiume Magra dopo aspre battaglie contro i Liguri per la conquista del territorio. La città ebbe una vita lunghissima fino al XIII secolo quando la sua decadenza fu citata da Dante Alighieri nel XVI Canto del Paradiso.

L’importanza della colonia è dovuta alla presenza del marmo che oggi chiamiamo di Carrara ma in epoca romana era definito “lunense”. La prosperità di Luni, dovuta alla gestione diretta delle cave ed al commercio del marmo, si riconosce ancora oggi nelle antiche pavimentazioni delle domus, negli affreschi parietali e negli edifici pubblici e religiosi. La città di Luna, circondata da mura e prospiciente al mare, era organizzata in isolati rettangolari allungati e aveva un’ampia zona pubblica, il foro, nel quale si intersecavano cardo e decumano che ancora oggi sono parzialmente percorribili.

Sul foro si affacciava il Capitolium intitolato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva; più a nord era invece ubicato il Grande Tempio, dedicato al culto della dea Luna, i cui frontoni (conservati al Museo Archeologico di Firenze) curiosamente non erano in marmo frequentemente usato a Luni, ma in terracotta. La vita della colonia romana grazie al commercio del marmo fu prospera e lunga sebbene un violento terremoto la distrusse parzialmente nel IV secolo d.C.; la città fu abbandonata solo in età medievale quando le piene del fiume Magra modificarono la piana spostando molto più avanti la linea di costa.

Il percorso di visita consente di ammirare, unitamente ai preziosi reperti esposti nelle sale del Museo, l’area archeologica e il foro con una sezione dedicata al Capitolium, il Grande Tempio, le numerose dimore private con mosaici e affreschi, la basilica cristiana ed i materiali recuperati nel corso delle ricerche esposti nei casali storici disseminati nella campagna.

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ORARI

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STAFF

Direttore | Antonella Traverso

Conservatore | Marcella Mancusi

I servizi di fruizione, accoglienza e vigilanza sono garantiti da
Donatella Bottari
Roberto Giustino
Gaetano Gragnano
Paola Peri
Eliana Valenti

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Responsabile

Marcella Mancusi

Indirizzo

Via Appia 9
19034 Ortonovo

Orari

Martedì (08:30,19:30)|Mercoledì (08:30,19:30)|Giovedì (08:30,19:30)|Venerdì (08:30,19:30)|Sabato (08:30,19:30)|Domenica (08:30,13:30)

Informazioni

Mail: mn-lig@pec.cultura.gov.it
Tel: + 39 0187 66811
Chiusura: Lunedì
Intero: 5
Ridotto: 2