OBEY WE THE FUTURE
The art of Shepard Fairey
A cura di Gianluca Marziani e Stefano Antonelli
Fortezza Firmafede, Sarzana
11 dicembre 2021 – 5 giugno 2022
OBEY WE THE FUTURE The art of Shepard Fairey è l’occasione per conoscere uno degli street Artist più famosi al mondo: l’artista che, con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama dal titolo Hope, ha di fatto consacrato, ancora prima che venisse eletto, il volto del più famoso presidente degli Stati Uniti a icona mondiale.
Percorso ideale in una metaforica notte metropolitana, la mostra di Sarzana è un viaggio visivo che incrocia quattro punti tematici: Donna, Ambiente, Pace, Cultura, stimolando riflessioni su temi umanitari, su passaggi esistenziali, su utopie sociali, su valori di giustizia al di sopra delle leggi. Grazie alle opere in mostra dell’artista americano Shepard Fairey, nome in codice Obey, veniamo introdotti nel suo universo cartaceo dallo stile inimitabile, basato sulle grafiche sovietiche e futuriste di inizio Novecento, sulle pitture parietali latinoamericane, sui muralismi italiani alla Mario Sironi.

Tra le opere in esposizione nelle sale della Fortezza Firmafede alcune immagini iconiche, come Hope in cui Obey raffigurò nel 2008 il futuro Presidente degli Stati Uniti Barak Obama. Non una committenza, ma spontaneo sostegno al politico che apprezzò l’opera al punto tale da scrivere all’artista, una volta eletto: «Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno». Il ritratto Hope divenne talmente famoso da entrare a far parte della collezione permanente della National Gallery di Washington fu e giudicato da Peter Schjeldah, critico d’arte del New Yorker, «la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam».

In mostra serigrafie e litografie provenienti da collezioni private che fanno di Obey il prototipo fluido del nuovo artista politico, perché ha capito che i temi scottanti si affrontano con simboli e intelligenza visiva, con l’impatto rapido di un messaggio in cui riconoscersi senza confondersi. Tra le opere esposte We the People – Defend Dignity , la bellissima donna con un fiore tra i capelli scelta come immagine di mostra, una grafica politica realizzata dall’artista in risposta diretta al sentimento xenofobo, razzista e anti-immigrati promosso dalla precedente amministrazione statunitense. La rosa rossa, che rende unico il ritratto della giovane immigrata, rimanda all’estetica della moda Xicana e Mexicana, dai ballerini di danza folcloristica ai fiori che adornano le donne durante il Dia de los Muertos.
Ma i riferimenti all’attualità sono continui e proficui nell’opera dell’artista figlio di un medico e di una agente immobiliare, cresciuto nella Carolina del Sud, dove ha seguito studi artistici e nel 1988 si è diplomato presso l’Accademia d’Arte. Valor & Grace Nurse, dove un’infermiera evoca gli eroi che hanno combattuto l’epidemia di covid-19, è sicuramente un’opera che risente di questi riferimenti ai fatti del presente. «Sono ispirato a celebrare coloro che non inseguono la gloria, ma che invece si mettono al servizio dell’umanità quando è messa a dura prova» ha commentato lo stesso artista in riferimento all’opera realizzata per la raccolta fondi il cui ricavato sarà devoluto alla loro nuova iniziativa “Dear Frontline Workers Public Art Fund”, per realizzare grandi murales, vicino agli ospedali che sono stati più colpiti dalla pandemia e in altri spazi pubblici, per ringraziare i lavoratori in prima linea.
«Obey produce immaginari simbolici ad alto valore emozionale – spiega Marziani. – La sua arte su carta attrae i nostri sensi in modo spontaneo, ampliando il linguaggio informativo dei muri metropolitani. Fairey ha capito che le pareti stradali rappresentano la prima pagina della comunicazione virale, una nuova home page da cui non puoi sottrarti e che ti avvolge nei rituali quotidiani».